sabato 9 agosto 2008

Ritornano i King Crimson, come sempre guidati da Robert Fripp, lunga vita al Re Cremisi!

Chi va ad un concerto dei King Crimson (o del loro demiurgo, Robert Fripp) si pone sempre alcune domande:

Perché sono presenti così poche ragazze ?
Perché le poche che si vedono sono state, evidentemente ,obbligate ad esserci dai propri fidanzati ?
–in subordine, sarà questa la vera e definitiva prova d’amore oppure il concerto sancirà la fine della coppia ?-
Perché lo spettatore medio è, generalmente, un impiegato di concetto sessantenne oppure un giovane studente, con profonde occhiaie da computer, destinato a diventarlo a sua volta ?
Perché sono diventato un impiegato di concetto?


I King Crimson tornano in una nuova incarnazione, attualmente impegnata in un tour esclusivamente statunitense, per festeggiare il proprio quarantennale. In quest’arco di tempo gli anni di effettiva attività sono stati circa venti, un terzo dei quali, specie gli ultimi, paiono superflui.
Il Re Cremisi degli anni novanta e duemila è caduto più volte nella tentazione dell’autocitazione, avvitandosi spesso su se stesso, si è fatto oscuro e furente; degli ultimi album solo rari brani e pochi minuti di musica hanno aggiunto qualcosa a quanto già espresso in precedenza, il resto è servito solo per riconfermare nella fede i sudditi più oltranzisti. Vero è che, per molti, quei pur limitati attimi di novità hanno giustificato mesi di attesa e di successivi ascolti.

E ancora:

Perché gli appassionati si riferiscono ai brani ed agli album, quando parlano fra loro, attraverso sigle incomprensibili ?
Perché si reclama il silenzio assoluto, prima dell’inizio di ogni pezzo, anche se si sa che verrà suonato ad un volume spropositato ?
Perché sono tutti in attesa, vanamente, che venga eseguito “21st Century Schizoid Man” ?
Perché non ho la dignità di portare la mia calvizie come Tony Levin ?


La band, salita per la prima volta agli onori della cronaca in occasione del concerto di Hyde Park, tenutosi nel 1969 per commemorare la prematura scomparsa di Brian Jones, fin dagli esordi ha cercato di ampliare gli angusti confini del rock, andando ad attingere abbondantemente, sotto la spinta del tirannico Fripp, dalla musica classica (con maggior gusto rispetto ai coevi Genesis ed ELP), del jazz (anche free), dall’avanguardia minimalista e dall’elettronica. L’eccentrico chitarrista del Dorset, però, non ha mai voluto né saputo, nemmeno nei progetti in solitario, uscire dall’ambito della musica rock, seppur “d’avanguardia”. Zappa ha trovato Boulez, Fred Frith ha incontrato John Zorn; Fripp, invece, ha fatto spesso il turnista per artisti pop in cerca di dignità (ad esempio il David Bowie berlinese).

Perché non vengono in concerto in Europa ?

Non si può tacere il fatto che i King Crimson siano eminentemente animali da palcoscenico, anche nei periodi meno ispirati, come questo, in concerto riescono a trasmettere anche sensazioni impreviste.
Parafrasando Woody Allen si potrebbe dire: Dio è morto, Marx è morto … e anch’io oggi non mi sento molto bene ma, per fortuna, il Re Cremisi è ancora in giro !