giovedì 28 gennaio 2010

domenica 24 gennaio 2010

Delpio gol (Delpierazo clásico)


Juve 1 Roma 2 - MyVideo
Juve-Roma 1-2 (Del Piero, Totti(r), Riise)

La creatura spettrale stava aspettando da tempo immemorabile, come un fossile del pleistocene, immobile, fisso in quel punto della superficie terrestre che poi sarebbe diventata parte della città di Torino e, in seguito, Stadio Olimpico (ex Comunale). I primi abitanti del capoluogo sabaudo, quindi gli operai della ditta costruttrice dell’arena sportiva e, negli ultimi decenni, i calciatori lo attraversavano senza che la sua presenza influisse sul loro umore o sulla loro quantità di moto. Lui stesso, più giovane, aveva attraversato il proprio ectoplasma quasi senza accorgersi (paradossale, impossibile?). Delpio sapeva cosa stava attendendo, immobile, fisso, avrebbe continuato ad aspettare fino a quando il momento ed il pallone giusto fossero giunti.
Per ingannare il tempo, ragionava, immobile, fisso, su quale sarebbe stata la categoria del gol che avrebbe marcato, l’eterno dilemma, rete inutile o superflua? (ebbene sì, solo due possibilità, negli ultimi dodici anni, tertium non datur). Si sarebbe vendicato di Ranieri, non contento di averlo fatto cacciare la precedente stagione; la colpa principale dell’allenatore romano essendo quella di aver portato, negli ultimi due anni, la squadra dal terzo al secondo posto in classifica, dimezzando le reti dell’asso protagonista dell’immaginario collettivo juventino: intollerabile dimostrazione della delpierica superfluità. Ed ecco, finalmente, nella gelida serata di sabato ventitré gennaio 2010, arrivare il pallone tanto a lungo atteso, una svirgolata a campanile di Juan che rimetteva in gioco capitan fantasma, immobile, fisso e sicuro di non sbagliare: in fondo il gioco da fermo era sempre stata la sua specialità, anche durante il breve intervallo di vita reale.
Improvvisa e momentanea materializzazione dello spirito triste e gol!!! Un gol formidabile che ridava vita soprattutto ai trapassati della squadra rivale, Totti e Riise, per completare “la notte dei morti viventi”, neanche George A. Romero avrebbe saputo immaginarla così.

Del Piero, Totti, Figo e Ronaldinho, ovvero la decadenza del campionato italiano.
Quattro giocatori, un per squadra, per non fare torto a nessuno, simboleggiano la decadenza del campionato italiano delle ultime stagioni; tutti fari camminati delle proprie squadre, in grado di essere determinanti, ma solo da fermo, si badi bene, come se la salute precaria e l’avanzata età fossero delle virtù. Naturalmente questo avviene solo perché il livello medio si è spaventosamente abbassato, naturalmente è importante non farlo sapere a chi paga gli abbonamenti per vedere le partite allo stadio o in televisione, per questi ultimi è fondamentale che, quello italiano, rimanga “il campionato più bello e difficile del mondo”. Sogni d’oro.
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La criatura espectral estaba esperando desde tiempos inmemorables, como un fósil del pleistoceno, inmóvil, fijo en ese punto de la superficie terrestre que luego se convertiría en parte de la ciudad de Turín y, después, en césped del estadio Olímpico (ex Comunal). Los primeros habitantes de la capital piemontesa, pues los obreros la empresa constructora del recinto deportivo y, en los últimos decenios, los futbolistas lo atravesaban sin que su presencia pudiera influir en su humor o sobre su momento lineal. Él mismo, más joven, había atravesado su propio ectoplasma casi sin darse cuenta (paradójico, imposible?). Delpio sabía lo que estaba aguardando, inmueble, fijo, seguiría esperando hasta que el instante y el balón bueno llegarían. Para echar el rato, razonaba, inmueble, fijo, sobre cuál sería la categoría del gol que marcaría, eterno dilema, tanto inútil o innecesario? (Sí, sólo dos posibilidades, en los últimos doce años, tertium no datur). Se vengaría de Ranieri, no satisfecho con haberle echado en la anterior temporada; la culpa principal del entrenador romano siendo la de haber llevado el equipo, en las últimos dos años, desde el tercer al segundo puesto en la clasificación, reduciendo, a la mitad, los goles del as protagonista de la fantasía colectiva juventina: intolerable demostración de la delpierica superfluidad. Y llegó, por fin, en una fría noche de sábado veintitrés enero 2010, la pelota tan esperada, un desvío, hacia el cielo de Juan que ponía en juego capitán fantasma, inmueble, fijo y seguro del éxito: al fin y al cabo, el juego a balón parado siempre había sido su especialidad, también en vida. Súbita y momentánea materialización del espíritu triste y gol!!! Un gol formidable que devolvía la vida sobre todo a los difuntos del equipo rival, Totti y Riise, para completar "La noche de los muertos vivientes", ni siquiera George A. Romero habría sabido imaginarla así.

Del Piero, Totti, Figo y Ronaldinho, o la decadencia de la liga italiana.
Cuatro jugadores, uno para cada equipo, para no faltar a nadie, simbolizan la decadencia del campeonato italiano de los últimos años; se arrastran por el campo pero son (fueron) todos guías de sus respectivos equipos, capaces de ser determinantes, pero sólo parados, fíjense, casi como si la salud precaria y avanzada edad fueran virtudes. Claramente todo esto ocurre sólo porque el nivel general ha terriblemente bajado, claramente es importante no hacerlo saber a quién paga los abonos para ver los partidos en el estadio o en televisión, para estos últimos es fundamental que, el italiano, siga siendo "el campeonato más bonito y difícil del mundo". Sueños felices.

Horace Silver - Señor Blues (1959)

martedì 19 gennaio 2010

Totò - Vota Antonio La Trippa


votantonio votantonio votantonio votantonio votantonio votantonio

ITALIANI!
ELETTORI!
INQUILINI!
COINQUILINI!
CASIGLIANI!

quando sarete alle urne per compiere il vostro dovere
ricordatevi un nome solo

ANTONIO LA TRIPPA!
ITALIANO, VOTA ANTONIO LA TRIPPA!
ITALIANO, VOTA LA TRIPPA (si al sugo)(brutto mascalzone figlio d'una...)

ITALIANI, ITALIANI
votantonio votantonio votantonio

INQUILINI!
COINQUILINI!
CONDOMINI!
CASIGLIANI!

quando sarete alle urne per compiere il vostro dovere
votate la lista PNR
PartitoNazionaleRestaurazione
scegliete un numero solo che è tutta una garanzia, tutta un programma
47! (morto che parla)(e fesso a chi non sta zitto, ma guarda che numero m'hanno dato!)

lunedì 4 gennaio 2010

Sambuca Molinaro (è eccellente per "correggere")



Dopo un mercato estivo senza acquisti, solamente costituito dai rientri degli scarti dell'anno precedente, il club ha ripreso la vecchia filosofia, porte aperte ai fondi di magazzino delle altre squadre.
La dirigenza, nonostante i ripetuti proclami a favore di un maggior impiego dei prodotti della “cantera”, alla prova dei fatti, fa ricorso al mercato estero, come sempre. I giovani virgulti dovranno aspettare ancora, magari cambiare squadra per poter giocare, a serragli il passo, però, non saranno grandi giocatori affermati, non ci sono soldi per poterne acquisire i diritti; saranno scarti di altre squadre straniere, in arrivo con la formula del prestito, atleti teoricamente desiderosi di rilanciare la propria carriera.
Di questi calciatori nessuno può dire con certezza se siano realmente meglio (o peggio) di quelli già presenti in rosa né, d'altra parte, si capisce perché all'Atlético dovrebbero riuscire dimostrare quello che non riescono a dimostrare nelle squadre di origine: l'organizzazione approssimativa della società, il clima perenne di abbandono o precarietà non costituiscono le premesse ideali a svolgere un buon lavoro. Vanno aggiunti, poi, gli ostacoli costituiti dalla lingua, la cultura e lo stile di gioco di un paese nuovo. In poche parole, nei sei mesi restanti della stagione in corso, i nuovi acquisti forse riusciranno a capire che il monumento all'Ángel Caído, nei giardini del Buen Retiro, non raffigura gli effetti di una prodigiosa gomitata proditoria di Perea, difficilmente riusciranno a combinare qualcosa di buono sul campo.
A quanto pare, nonostante le anticipazioni della stampa e le “parole dal sen fuggite” del presidente Cerezo, non arriverà Molinaro, onesto gregario dalla tecnica approssimativa che non trovava più spazio alla Juve dopo l'arrivo di un, peraltro, crepuscolare Grosso. Forse questo mancato acquisto si deve anche alla “calorosa” accoglienza preparata (o perpetrata) dal quotidiano Marca, che non ha esitato definire (anche nei titoli di prima pagina) il terzino italiano lo “zimbello” e il “bidone” del Calcio, riprendendo le opinioni più diffuse nei forum dei tifosi italiani. La testata sportiva diretta da Eduardo Inda ha compiuto così una inversione rispetto alle abitudini del giornalismo: non sono più gli appassionati di pallone a citare i giornali per rendere le proprie opinioni credibili, no, ora sono i giornalisti che plasmano il proprio lessico e il proprio pensiero su quello dei tifosi. Staremo a vedere se la tendenza prenderà piede, potrebbe essere prossimo il giorno in cui i direttori di orchestra traggano spunto dalle idee e dal frasario dei forum di hip hop. Tornando al Marca, è giusto ricordare a quasi un anno di distanza il benvenuto che riservò a Foubert, con foto a tutta pagina, appena acquistato dall'altra squadra grande della capitale; anche quella volta venne fatto ricorso ad una fonte esterna, il “maître à penser” fu Diego Tristán, commentò: “fisicamente es una bestia”. Infatti, lo abbiamo visto tutti.

Después de un mercado estival sin fichajes, sólo constituido por las vueltas de los descartes del año anterior, el cluzz ha retomado la vieja filosofía, puertas abiertas a los fondos de almacen de los demás equipos.
Los dirigentes, pese a los reiterados proclamas a favor de un mayor empleo de los productos de la cantera, a la hora de la verdad, recurren al mercado extranjero, como siempre. Los chavales tendrán todavía que esperar, quizás cambiar equipo para poder jugar, a cerrarles el paso, sin embargo, no serán grandes jugadores contrastados, no hay dinero para poder adquirir los derechos; serán descartes de otros equipos foráneos, llegados con la fórmula del préstamo, atletas teóricamente deseosos de relanzar su carrera.
De estos futbolistas nadie puede decir con certeza si son realmente mejores (o peores) de los ya están en la plantilla ni, por otra parte, se entiende por qué en el Atlético deberían poder demostrar lo que no llegan a demostrar en los equipos de origen: la organización disparatada de la entidad, el clima perenne de abandono o de precariedad no constituyen las premisas ideales para desempeñar un buen trabajo. Hay que añadir, luego, los obstáculos creados por la lengua, la cultura y el estilo de juego de un país nuevo. Sintetizando, en los seis meses restantes de la temporada actual, los nuevos fichajes quizás lleguen a comprender que el monumento al Ángel Caído, en los jardines del Buen Retiro, no retrata los efectos de un prodigioso codazo trapero de Perea, muy difícilmente llegarán a demostrar algo bueno sobre el césped.
Al parecer, a pesar de los adelantos de la prensa y las palabras huidas de la boca del presidente Cerezo, no llegará Molinaro, decente gregario de limitada técnica que ya no encontraba espacio en la Juve después de la llegada de un, por otra parte, crepuscular Grosso. Quizás esta frustrada incorporación se deba también a la "cálida" acogida preparada (o perpetrada) por el periódico Marca, que no ha dudado en definir (también en los titulares de la portada) el lateral italiano el "hazmerreír" y el "paquete" del Calcio, reproduciendo las opiniones más frecuentes recogidas en los foros de aficionados italianos. El diario deportivo dirigido por Eduardo Inda ha hecho así una inversión con respecto a los hábitos del periodismo: ya no son los aficionados más histéricos que citan los periódicos para dar un aura de dignidad a sus propias opiniones, no, ahora son los periodistas que plasman su léxico y pensamiento sobre lo de los hinchas radicales.
Habrá que ver si la tendencia va a cundir, podría estar próximo el día en que los directores de orquesta se dejen inspirar por las ideas y el vocabulario de los foros de hip hop.
Volviendo al Marca, es justo recordar a casi un año de distancia, la bienvenida que reservó a Foubert, con foto a toda página, recién comprado por el otro equipo grande de la capital; también en aquella circunstancia se recurrió a una fuente externa, el "maître à penser" fue Diego Tristán, aquí sus palabras: "físicamente es una bestia". Efectivamente, todos pudimos comprobarlo.


sabato 2 gennaio 2010

venerdì 1 gennaio 2010

Peter Hammill - Amnesiac (8 dicembre 2009 - Udine, Italia)


(Anche se non sembra possibile, a fine canzone, Peter Hammill sorride).

Amnesiac

I can't think of anything I did or was doing,
I can't seem to get a hold on what's come to pass,
here with half a mind on something else
and half a finger in the glass,
since you ask.

I can't think of anywhere I'd rather be going:
in the end every journey's only pawing the ground
and I've half a mind just to jack it in,
but for this torn-off ticket stub I just found.
Since you ask about the shape I'm in
I'll try my best to pull myself around.

Amnesiac if you say it's so;
amnesiac what happened long ago?
Oh, now I just don't know.

I can't think of anyone that I'd rather be with
but I don't know why you should want to stick here with me
when I can't even find what was on my mind
for all the holes punched in my memory:
it's a wasteland, and I'm terrified
to admit, to let go, to accept I don't know,
all those blanks won't be filled,
I'll be found by the chill of the glacier run
of what I might have done....
Since you last asked about the state I'm in
it seems I've lost all grip on where I'm coming from....

Amnesiac does it so plainly show?
Amnesiac as if I didn't know,
Amnesiac oh say it isn't so....

Amnesiac,
amnesiac,
amnesiac,
black-out, K.O.