sabato 21 agosto 2010

Garibaldi fu ferito

Mi ero ripromesso di scrivere qualcosa in queste tre settimane di ferie, mancano solo due giorni e non ho ancora scritto neanche una linea.
Potrei parlare del mio argomento preferito, la calvizie, per esempio analizzare il fatto che in nessun luogo al mondo esista una statua dedicata all'alopecia -né un quadro- però non voglio cristallizzarmi, una volta di più, in questo ruolo. Certamente la rinuncia all'elemento strettamente autobiografico è qualcosa di sommamente sorprendente e generoso in un articolista dilettante.
Potrei parlare di come Silvio Berlusconi, grazie alla più ampia maggioranza della storia repubblicana, ha saputo lavorare per il bene comune, ma non lo farò. Non lo farò per pigrizia, non perché, come qualche maligno suggerisce, il primo ministro italiano abbia pensato a sistemare, come sempre, i suoi problemi e adesso si ritrovi in minoranza dopo aver cacciato i critici -timidi, peraltro- dal partito. Né parlerò dello stupore di questi ultimi, quando hanno saputo che l'unica alternativa all'espulsione consisteva nel superare il giudizio del collegio dei probiviri del partito stesso. Infatti, nessuno dei proscritti pensava di poter vivere tanto a lungo da vedere il giorno in cui il numero dei probiviri, seguaci di Berlusconi, fosse sufficiente a formare un collegio. Potrei parlare di come penso che la sinistra possa vincere le prossime elezioni anticipate, facendo leva sugli errori del governo di destra. Non lo farò semplicemente perché non lo penso. Non parlerò di tutto ciò, né di nulla, mi limiterò solamente a esporre una foto che può spiegare chiaramente la situazione di una nazione. Si tratta della foto della statua di Giuseppe Garibaldi, eroe nazionale per tutti tranne Umberto Bossi, a La Plata. L'immagine simboleggia l'Italia attuale e, curiosamente, è stata scattata nel paese dove risiede il maggior numero de cittadini di origine italiana, l'Argentina.

Me había prometido escribir algo en estas tres semanas de vacaciones, solo faltan dos días y todavía no me ha salido ni una linea.
Podría hablar de mi argumento preferido, la calvicie, por ejemplo analizar el hecho que en ningún sitio del mundo haya estatuas dedicadas a la alopecia -ni pinturas- pero no quiero fosilizarme, una vez más, en este rol. Bien es cierto que la renuncia al elemento estrictamente autobiográfico es algo sumamente sorpresivo y generoso en un articulista amateur.
Podría hablar de como Silvio Berlusconi, gozando de la más larga mayoría parlamentaria de la historia republicana, haya sabido trabajar para el bien de la comunidad, pero no lo haré. No lo haré por pereza, no porque, como algún maligno sugiere, el primer ministro italiano haya pensado solo en arreglar, como siempre, sus problemas y ahora se encuentre en minoría tras haber echado a los críticos -tibios, por cierto- de su partido. Ni hablaré del estupor de estos últimos, en cuanto supieron que la única alternativa a la expulsión consistía en superar el juicio del consejo de los "hombres rectos" del partido mismo. En efecto, ninguno de los proscritos pensaba poder vivir hasta llegar a ver el día en que los "hombres rectos", secuaces de Berlusconi, fueran en numero suficiente como para formar un consejo.
Podría hablar de como pienso que la izquierda pueda ganar las próximas elecciones anticipadas, haciendo hincapié en todos los errores del gobierno de derecha. No lo haré simplemente porque no lo pienso. No hablaré de todo esto, ni de nada, solamente me limitaré a colgar una foto que puede explicar con claridad la situación de una nación. Se trata de la foto de la estatua de Giuseppe Garibaldi, héroe nacional para todos menos Umberto Bossi, en La Plata. La imagen simboliza la Italia actual y, curiosamente, ha sido sacada en el país donde reside el mayor numero de ciudadanos de origen italiana, Argentina.

domenica 8 agosto 2010

George Best & Elton John


Uno dei due protagonisti della foto non ha fatto niente di significativo dopo il 1968, l'altro dopo il 1967.

Uno de los dos protagonistas de la foto no hizo nada de relevante después de 1968, el otro después de 1967.