giovedì 30 giugno 2011

Zu in concerto


Bottanuco (BG), 29-06-2011
Ok, nella foto non si distingue nulla, però erano gli Zu, lo giuro, e io (con pochi altri) ero presente.

domenica 19 giugno 2011

L’esperimento sociologico più lungo del mondo

Hace aproximadamente 25 años la familia Gil empezó lo que acabaría siendo el más largo experimento sociológico de la historia, todavía en fase de desarrollo.

Decidieron adquirir un club reputado y respetado, el Atlético de Madrid, el tercero de España, que por aquel entonces lucía solo dos títulos de Liga menos que el Barcelona, con el fin de poderlo humillar, embarrar y destruir pedazo tras pedazo. El objetivo del ensayo era poder averiguar cuánto tiempo fuera necesario para que la masa social reaccionara echándoles, organizara manifestaciones de protestas clamorosas y continuas o, por lo menos, los abandonara.

El hecho de haber escogido una entidad tan importante, con un elevado numero de aficionados, dejaba presagiar que el test se habría concluido pronto, probablemente con una reacción rápida e incluso violenta. El amor por la investigación, en cualquier caso, impidió desistir de sus propósitos al patriarca, Jesús Gil y Gil, convencido que el bien supremo de la ciencia fuera más importante que la salud personal.

La familia decidió no escatimar esfuerzos y provocaciones desde el principio. Como atestiguan las sentencias de los tribunales, infelizmente caídas en prescripción, la compra del club fue, para empezar con buen pie, una apropiación indebida. En el transcurso de los años se sucedieron decisiones testarudamente dementes en campo deportivo, saqueo de las cajas de la sociedad y resultados sobre el césped ostensiblemente inferiores a los de las gestiones precedentes, incluido un descenso con permanencia de dos temporadas en segunda división. Este camino de autodestrucción fue perseguido por la directiva (a Jesús Gil y Gil difunto, sucedió el hijo Miguel Ángel Gil Marin y Enrique Cerezo) con pasión, constancia y sacrificio. No faltaron todo tipo de ironías y tomaduras de pelo hacia los hinchas, porque la humillaciones nunca fueran solo materiales sino también morales. Sin entrar en detalles y enumerar las situaciones bochornosas, valga con recordar que el vigente y el pasado presidente, en publico, faltaron a la lengua española y a la buena educación con regularidad digna de encomio.

A día de hoy pero, verano 2011, a pesar de todo el empeño derrochado por los gestores en el transcurso de las décadas, ninguna reacción relevante ha sido todavía registrada. Ninguna. Los socios no disminuyen de numero ni protestan, ni se amotinan, exceptando alguna minoría. las nuevas generaciones como las viejas.
Lo que tendría que ser un momento clave de la investigación científica mundial no puede aún recibir el justo reconocimiento de la cumbre científica internacional. Años y años de dedicación quedan sin recompensa. Un único enorme interrogante atormenta las conciencias de los sociólogos más reputados: ¿en qué se equivocó la familia Gil?

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Circa 25 anni fa la famiglia Gil intraprese quello che sarebbe diventato il più lungo esperimento sociologico della storia, tuttora in corso di svolgimento.

Decisero di acquisire un club stimato e rispettato, l’Atlético di Madrid, il terzo di Spagna, all’epoca deteneva solo due titoli di Liga meno del Barcellona, al fine di poterlo umiliare, infangare e distruggere pezzo per pezzo. L'obiettivo della sperimentazione era verificare quanto tempo occorresse alla massa sociale del club per cacciarli, per organizzare manifestazioni di protesta clamorose e continue o, per lo meno, per abbandonarli.

Il fatto di aver scelto una società così importante, con un elevato numero di supporters, lasciava presagire che il test si sarebbe concluso presto, probabilmente con una reazione rapida e perfino violenta. L’amore per la ricerca, comunque, impedì di desistere dai suoi propositi al capostipite, Jesus Gil y Gil, persuaso che il bene supremo della scienza fosse da anteporre alla salute personale.

La famiglia decise di non lesinare sforzi e provocazioni fin dall’inizio. Come testimoniano le sentenze dei tribunali, purtroppo passate in prescrizione, l’acquisto del club fu, tanto per cominciare con il piede giusto, una appropriazione indebita. Nel corso degli anni si susseguirono scelte cocciutamente scellerate in campo sportivo, saccheggio delle casse della società e risultati sul campo di gran lunga inferiori a quelli delle precedenti gestioni, inclusa una retrocessione con permanenza di due anni in seconda divisione. Questo cammino di autodistruzione venne perseguito dalla dirigenza (Jesus Gil y Gil defunto, venne sostituito dal figlio Miguel Angel Gil Marin ed Enrique Cerezo) con passione, costanza e sacrificio. Non mancarono ironie e palesi prese in giro nei confronti dei tifosi, affinché le umiliazioni non fossero mai solo materiali ma anche morali. Senza scendere nei particolari ed enumerare le situazioni imbarazzanti, basti ricordare che sia il passato che l’attuale presidente, in pubblico, hanno mortificato la lingua spagnola e la buona educazione con regolarità encomiabile.

Ad oggi però, estate del 2011, nonostante tutto l’impegno profuso dai management nel corso dei decenni, nessuna reazione rilevante è stata ancora registrata. Nessuna. I tifosi non diminuiscono in numero né protestano, né si ammutinano, ad esclusione di qualche minoranza. Le nuove generazioni come le vecchie.
Quello che dovrebbe costituire un momento chiave della ricerca scientifica mondiale non può ancora ricevere il giusto riconoscimento del consesso scientifico internazionale. Anni e anni di dedizione restano senza premio. Un unico enorme interrogativo tormenta le coscienze dei più grandi sociologi: dove ha sbagliato la famiglia Gil?

giovedì 2 giugno 2011

Peter Brötzmann Chicago Tentet - Aziz


Peter Brötzmann — tenor sax/clarinet/tarogato
Mars Williams — tenor/alto/soprano sax/clarinet
Ken Vandermark — tenor sax/clarinet/bass clarinet
Mats Gustafsson — baritone sax/fluteophone
Joe McPhee — pocket cornet/valve trombone/soprano sax
Jeb Bishop — trombone
Fred Lonberg-Holm — cello
Kent Kessler — bass
Michael Zerang — drums/percussion
Hamid Drake — drums/percussion